Un'opportunità di sviluppo per i servizi pubblici locali

Regolazione dei servizi ambientali

by wp_6966150

Un'opportunità di sviluppo per i servizi pubblici locali

Regolazione dei servizi ambientali

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Il modello delle autorità indipendenti va assumendo un ruolo centrale nel governo dei servizi pubblici locali oltre che nei settori delle telecomunicazioni e dell’energia. Così come nel 2012 è stata istituita un’Autorità di regolazione dei trasporti e come l’AEEG ha assunto funzioni di controllo del servizio idrico, molti auspicano per la nuova AEEGSI l’assunzione di funzioni di regolazione e controllo in materia di servizi ambientali.

La legge delega cosiddetta Madia (n. 124/2015) aveva avviato la riforma in conformità con questo modello ma la sua attuazione è stata in parte bloccata dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 251 del 2016).

In precedenza, il Codice dell’Ambiente del 2006 (D.Lgs. 152/06) prevedeva l’adozione del modello delle Autorità d’Ambito (AATO), a cui tutti i Comuni dovevano aderire trasferendo le competenze e le decisioni in materia di finanziamento del servizio, a tassa o tariffa. Questo sistema che non è riuscito a trovare piena attuazione, generando confusione tra gli utenti e incertezza per i gestori.

Il governo della tariffa rappresenta la guida per i gestori e gli utenti, creando i presupposti per programmare efficacemente il rinnovo di dotazioni impiantistiche spesso carenti.

Il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani presenta elementi di rilevante complessità, perché alle esigenze di assicurare l’igiene urbana si sommano obiettivi ambizioni come il contenimento dell’impatto ambientale, la riduzione della produzione di rifiuti, la raccolta differenziata delle diverse frazioni, il riciclo, il recupero di energia, minimizzando il ricorso a discariche ed inceneritori.

Vi è poi da considerare che, laddove la raccolta dei rifiuti prevede l’impiego di molto personale, con problematiche logistiche ma con immobilizzazioni relativamente contenute, lo smaltimento dei rifiuti richiede un elevato impiego di capitale con il ricorso a tecnologie relativamente complesse.

E’ certamente opportuna la presenza di un regolatore indipendente in materia ambientale che definisca metodologie tariffarie, regole di rendicontazione dei costi e standard di qualità del servizio, assumendo il controllo dei piani di investimento e dei piani economico-finanziari predisposti dai gestori. Vi è poi il tema piuttosto complesso di determinare i corrispettivi in ingresso alle discariche e ai termovalorizzatori, per la quota riferita alle frazioni residue di rifiuti urbani e assimilati, vista la rilevanza che lo smaltimento riveste nell’economia del ciclo dei rifiuti.

Nel frattempo i gestori, a guadagno di tempo rispetto ad un’ineludibile tendenza, possono programmare una verifica delle proprie attività di raccolta e smaltimento di rifiuti, confrontando i propri costi operativi, tariffe e qualità del servizio con i migliori benchmark del settore, definendo così un piano organico di sviluppo e gettando le basi per una rendicontazione puntuale ai propri azionisti ed alla futura autorità.

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