Un'opportunità per migliorare il tasso di sopravvivenza delle aziende in crisi

Nuova legge fallimentare – La procedura di allerta

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Un'opportunità per migliorare il tasso di sopravvivenza delle aziende in crisi

Nuova legge fallimentare – La procedura di allerta

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L’11 ottobre 2017, il Senato italiano ha approvato la legge di riforma delle discipline della crisi d’impresa e dell’insolvenza delegando il compito di redigere una nuova legge generale al governo.

La legge propone di mantenere le attuali procedure e schemi di insolvenza per le imprese ed i debitori integrando, tuttavia, una nuova procedura di mediazione extragiudiziale per assistere il debitore nei suoi rapporti con i creditori e finalizzata a superare il rischio di insolvenza.

Un aspetto particolare attira la nostra attenzione: la procedura di allerta per situazioni di pre-insolvenza.

La procedura di allerta in situazioni di pre-insolvenza

 

 

Dati empirici solidi mostrano che le imprese italiane in una posizione di difficoltà finanziaria ed economica sono solitamente riluttanti ad avviare procedimenti giudiziari per gestire i loro problemi. Di conseguenza, quando finalmente si avvalgono delle misure previste dalla legge fallimentare italiana – come gli accordi di ristrutturazione del debito ed i piani di recupero certificati – la società è già entrata in un periodo di insolvenza irreversibile.

La riforma elaborata prevede un sistema di allarme per le imprese che intendono risolvere i loro problemi finanziari e contribuire a preservare il valore dei beni aziendali.

La procedura di allerta in situazioni di pre-insolvenza – che è già comune in altre giurisdizioni come quella francese – consente alle aziende nelle fasi iniziali di una crisi aziendale di rivolgersi a un consiglio di professionisti per ottenere assistenza e supporto nell’analisi delle ragioni della crisi e trovare soluzioni fattibili che potrebbero comportare il raggiungimento di un accordo con i creditori. Inoltre, il progetto di riforma prevede diversi benefici per le aziende che si avvalgono di questo sistema tra cui la riservatezza dell’intera procedura.

Le caratteristiche principali di tali procedure di allerta sono che avvengono in via stragiudiziale, fattore ritenuto opportuno per incoraggiare le imprese a fare uso di questo strumento, considerando il problema solitamente percepito in relazione alle procedure di insolvenza giudiziarie. In caso di procedura su base volontaria, il debitore sarà assistito da un apposito organismo istituito presso le Camere di commercio e avrà 6 mesi di tempo per raggiungere una soluzione concordata con i creditori. Se la procedura è d’ufficio, il giudice convocherà immediatamente, in via riservata e confidenziale, il debitore e affiderà a un esperto l’incarico di risolvere la crisi trovando un accordo entro 6 mesi con i creditori.

L’apertura di procedure amministrative straordinarie

Nell’esercizio della delega, il governo dovrà, in particolare, inquadrare l’avvio di queste procedura di natura non giudiziaria e confidenziale, con l’obiettivo di incoraggiare i negoziati tra debitori e creditori secondo i seguenti due principi e criteri:

1) identificare il campo di applicazione, ovvero i casi in cui le procedure di segnalazione non sono applicate;

2) creare un organismo per assistere il debitore nella procedura.

In dettaglio, la delega deve:

1) anticipare i casi in cui le procedure di segnalazione e di risoluzione assistita non si applicano. Queste procedure non si applicano “alle società quotate in borsa o su un altro mercato regolamentato e alle grandi società come definito dalla normativa dell’UE”;

2) prevedere la creazione in ciascuna camera di un organismo speciale che assista il debitore nella procedura di composizione assistita dalla crisi.

Tale organismo dovrà nominare un collegio di almeno tre esperti designati: uno designato dal presidente della sezione specializzata in materia di impresa del tribunale competente per il luogo in cui l’imprenditore ha sede, uno designato dalla Camera di Commercio e uno designato da associazioni di categoria.

BEN intende mettere a disposizione delle imprese italiane in difficoltà le proprie competenze tecnico-economiche, in collaborazione con i propri partner per gli aspetti legali e finanziari, per identificare possibili percorsi di risanamento e di accordo con i creditori.

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