La coesione nell’organizzazione

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La coesione nell’organizzazione

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Per fare correre la barca sfruttando un vento fresco ma instabile, l’equipaggio – fiducioso della bontà della rotta – deve impegnarsi a garantire sempre l’assetto più corretto in ogni andatura, ben franchi dalle bonacce e dalle burrasche, fiducioso del percorso scelto.

Il quadro di riferimento

La crisi economica, oltre a produrre una diffusa perdita di ricchezza, è in grado di generare la perdita di valori e di riferimenti per la gran parte delle persone.

Le persone non sono sole nel loro smarrimento, perché anche le aziende debbono fronteggiare un totale sconvolgimento dei paradigmi precedenti, osservando fenomeni difficilmente prevedibili e tra loro interdipendenti, quali ad esempio:

  • instabilità politica e incertezze del quadro normativo
  • complessità degli adempimenti
  • pressione fiscale sul lavoro
  • scarsa prevedibilità dei cicli economici
  • cambiamento della struttura demografica e fenomeni migratori
  • discontinuità e spezzettamento della domanda
  • continua comparsa di nuovi concorrenti
  • declino dei media tradizionali e avvento del marketing digitale
  • crisi dei canali distributivi tradizionali
  • volatilità dei prezzi delle materie prime, delle commodities e dell’energia
  • difficoltà di reperimento di personale qualificato.
  • La strategia adattiva

La strategia adattiva e l’organizzazione

In un contesto di mercato caratterizzato dall’imprevedibilità e da una ridotta malleabilità, le aziende debbono prevedere una strategia adattiva.

Una strategia adattiva – che prevede lo sviluppo di opzioni diverse, da riadattare per conseguire vantaggi di breve durata – richiede un un coinvolgimento totale dell’organizzazione, di tutte le funzioni e a tutti i livelli.

Convincere tutto il personale che è necessario innovare rapidamente e con continuità prodotti e servizi, processi di lavoro e modalità di distribuzione non è banale. E lo è ancor meno quando lo sforzo non è coronato da successo o il successo di un’opzione promettente si rivela effimero.

La coesione

Grande deve essere lo sforzo nella comunicazione interna degli obiettivi e delle modalità ipotizzate per il loro raggiungimento, e soprattutto delle ragioni che motivano le scelte assunte, pronti a gestire le necessarie contraddizioni ed i cambi di percorso, con il sostegno di tutti.

Ciascuno deve essere messo in grado di dare il proprio contributo per la soluzione dei tanti problemi organizzativi che sorgono quando si percorrono percorsi inesplorati.

Come fare?

In primis è necessario favorire la cultura del fare ed eliminare la paura di sbagliare, che è un freno formidabile all’innovazione.

Deve essere lodata l’iniziativa – in particolare di squadra – anche quando l’esito è sfavorevole, sapendo che gli errori rappresentano una formidabile opportunità per imparare e progredire, ponendo rimedio e creando nuovi metodi di lavoro ed esperienze, cioè conoscenze suscettibili di generare valore per i clienti e per l’impresa.

E poi vi è la necessità di favorire la trasparenza, che rafforza il dialogo e lo scambio tra le persone, consentendo ai dubbi e alle paure di trovare sfogo, essere condivise e quindi superate.

Condividere il sentimento di fare parte di un progetto condiviso, che non esclude nessuno tra chi ha desiderio di partecipare mettendo in gioco la propria energia e capacità professionale.

Alla via così!

Vogliamo vedere in barca un equipaggio pronto alle manovre, con ciascun membro che mette a segno le vele di rispettiva competenza, pronto a virare o a strambare, all’occorrenza, sotto la guida attenta del timoniere di turno.


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